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Marino, Pane e Vino 2019

Quest’anno la manifestazione promossa dall’Unione Commercianti di Marino si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti per il santo patrono della città – San Barnaba – ed è arrivata alla quinta edizione.


Marino, Pane e Vino

È una splendida occasione per conoscere la città di Marino attraverso i prodotti tipici popolari come il pane – fatto in casa con lievito “madre” tramandato per generazioni, alimento che è l’espressione della storia e del sapere locale, testimone di storie e vicende familiari da secoli. Insieme al vino, anch’esso presente dalle feste alle cerimonie, dai banchetti alle sepolture. Ci racconteranno com’era e com’è Marino, splendida cittadina dei Castelli Romani.

Vi aspettiamo SABATO 8 GIUGNO 2019 dalla mattina fino a sera per ripercorrere la storia e scoprire le tradizioni di Marino con degustazioni enogastronomiche, il mercatino, la sfilata in costume, balli e spettacoli d’intrattenimento nel centro storico della città.

Programma – Marino, Pane e Vino 2019

Ore 9.00 Piazza S. Barnaba – c.so Trieste 
Apertura degli stand FIERA TRADIZIONALE 

Ore 10.30 Piazza S. Barnaba 
PIZZA E MORTADELLA DEGUSTAZIONE gratuita

Ore 11.00 Piazza S. Barnaba
ANIMAZIONE PER BAMBINI
con gli “Artisti del divertimento”.

Ore 16.00 Piazzale degli Eroi 
Partenza della SFILATA in costume storico per le vie di Marino a cura delle Ass. Storico Cantiere e del Centro Anziani di Marino con  l’accompagnamento della Fanfara “Città di Castelgandolfo” che terminerà in Piazza S. Barnaba con la benedizione del pane e del vino.

Ore 16.30 Piazza S. Barnaba 
la bruschetta degustazione gratuita.

Ore 17.00 Piazza S. Barnaba 
IL VINO DI MARINO apertura stand degustazione.

SPETTACOLO DI MAGIA COMICA

con gli “Artisti del divertimento”. 

Ore 19.00 Piazza S. Barnaba 
Spettacolo di cabaret con il trio “I ricomincio da tre”.

Ore 20.30 Piazza S. Barnaba 
Spettacolo musicale con la bim bum band.

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Vino DOC Marino, storia e tradizione.

La millenaria storia vitivinicola riferita alla terra dell’antico “Ferentum”, dall’epoca romana, al medioevo, fino ai giorni nostri, attestata da numerosi documenti, è la generale e fondamentale prova della stretta connessione ed interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino “Marino”. Ovvero è la testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel particolare territorio abbia, nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali nell’epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all’indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere i rinomati vini “Marino”.

In particolare la presenza della viticoltura nella zona del “Marino” è attestata fin dall’epoca romana, in molti opere dei georgici latini. Nel medioevo i contratti agrari ed i documenti di varia natura, conservati presso gli archivi monastici, confermano la diffusione di tale coltura.

Nel 1237 la feudataria Giacoma de Settesoli, vedova di Graziano Frangipane, concesse alla Comnunità marinese i suoi primi statuti che contenevano capitoli che regolamentavano la viticoltura. La bontà del vino è attestata già dal ‘600 come nel Trattato della natura del vino, e del ber caldo, e freddo (1608) del Van Meyden che scrive

“E benché tutte quest’uve siano comuni al territorio di Roma, è il suo distretto, sono però più perfette, e migliori in un luogo, chi in un altro, onde li Vini di Albano, di Frascati, di Marini, di Castel Gandolfo, &c. sono eccellentissimi”.

Anche il Tassoni nel 1627 nell’opera “De’ pensieri diversi” , discorrendo sul declino dei vini di Napoli presso i Romani riporta:“..e trouano di preferire i vini loro più sani allo stomaco, e più grati al gusto di quelli di Napoli, massimamente gli Albani, i Gianziani, quei di Marino, di Caprarola, di Graduli”. Nel 1703 il Piazza nell’opera La Gerarchia cardinalizia cita Marino per “la copia, e preziosità de’ vini”.

Nel 1837 il Castellano (Lo stato pontificio nei suoi rapporti geografici, storici, politici…) descrive il territorio di Marino riportando

“La fertilità di esso è stata sempre rinomata, ed oltre il vino , che non cede, in qualità a quello de’ dintorni, le altre vegetali produzioni tutte vi prosperano”, come il Dalbono in Roma antica e moderna: memorie e frammenti (1864) “fertile ha il terreno: piacevoli e grati i vini”.

Nell’opera Monumenti dello Stato pontificio e relazione topografica di ogni paese (1835) il Marocco scrive per Marino “Produce vino in abbondanza, e di ottimo gusto , che supera certamente nel rosso i luoghi circonvicini, cedendo però nel bianco ai soli vini di Genzano, e di Civita Lavinia”.

Nella Difesa del popolo romano sull’abbandono della campagna (1848) il De’. Giovanni riporta “La vite è pressochè indigena in tutte le provincie , e vi si fanno distinguere i vini di Orvieto, di Montefiascone, di Romagna , di Marino, ..”.

La continuità nel tempo della viticoltura marinese emerge dalla Collezione di carte pubbliche: proclami editti, ragionamenti ed .. Volume 3 della Repubblica Romana (1798-1799) in cui si riporta la confisca al clero della Vigna alla Castagnola, a Costarotonda, a Valle de Paolis, a Campo Vecchio, a Colli S. Paolo, a Colle Picchione che ancora oggi sono coltivate a vigneto.

Nella pubblicazione Roma, dati statistici (1861) di Cesare Mazzoni si parla del commercio di esportazione e d’importazione della città di Roma e si afferma “Il vino viene fornito da Velletri, Genzano, Marino, ..”; in Agricoltura e quistioni economiche: che la riguardano, (1860) Volume 2 il Passy scrive “io non finirò questo colpo d’occhio vinicolo senza ricordare gl’importanti saggi che M. De Custines ha tentati in Ciampigno (l’odierna Ciampino) presso Frascati. Egli fa colà un vino, che trasporta in Francia, e che riesce abbastanza”.

La storia recente è caratterizzata da un’evoluzione positiva della denominazione, con l’impianto di nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende che, unite alla professionalità degli operatori, hanno contribuito ad accrescere il livello qualitativo e la rinomanza del “Marino”.

Il Vino DOC Marino ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 6 agosto 1970.

Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Marino

L’area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Marino si estende sulle colline situate tra il versante nord-occidentale dei Colli albani e la parte meridionale dell’Agro romano posta alle pendici del Vulcano laziale, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all’espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Marino è localizzata in:provincia di Roma e comprende il territorio dei comuni di Marino, Ciampino e, in parte, il territorio dei comuni di Roma e Castelgandolfo.

Testi: www.assovini.it

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Interni della bottega del vino di Marino

La Bottega del Vino di Marino 1930

Domenica 5 ottobre 1930, con un programma ormai collaudato, si svolge la VI “Sagra dell’Uva” di Marino.

Le autorità intervenute sono: il prefetto di Roma Montuori, il sottosegretario all’Agricoltura on. Marescalchi e nel pomeriggio l’on. Bottai, il podestà di Marino Gatti, di Genzano prof. Fornaca, di Formia Tonetti, di Albano Lombardi.

Antenata delle enoteche

La novità quest’anno, è l’istituzione della “Bottega Comunale del Vino”, simile ad una moderna enoteca avente per finalità la promozione pubblicitaria, l’incremento di consumo dei vini locali e favorire gli incontri durante il tempo libero, in grado, secondo quanto detto dall’On. Marescalchi all’inaugurazione: “Un luogo nuovo che fosse in grado di accogliere la classe media ed elevata, che forse non a torto trova inelegante farsi vedere all’osteria”.

Quella di Marino è la prima in Italia ad essere aperta.  La Bottega del vino si trova al piano terra del municipale palazzo Colonna (Odierna Sala Lepanto), in un vasto salone con un grande camino e al centro tavoli e panche da osteria; tutto intorno armadi a vista con le bottiglie del vino ben esposte.

Foto: Archivio di Vittorio Rufo – Vietata la riproduzione, anche parziale